L’Open Day e la festa per il sessantesimo anniversario del De Carolis rappresentano un’occasione speciale per vivere un’esperienza immersiva nella cultura enogastronomica e dell’accoglienza, da sempre strettamente legata alla società e alle espressioni storico-artistiche e letterarie del proprio tempo.
Tutti coloro che il 18 gennaio visiteranno il complesso di San Paolo inter vineas, guidati dai nostri studenti e dalle nostre studentesse, potranno sperimentare un percorso che si propone come sintesi di saperi diversi. Il Futurismo in cucina si intreccia con il Futurismo storico del primo Novecento, con il suo complesso rapporto con la tradizione, con le parole di Marinetti e con quelle della poetessa folignate Leandra Angelucci Cominazzini. Le suggestioni legate al cibo, all’alimentazione e alla convivialità si fondono così nell’arte.
Il movimento artistico futurista- come sottolinea la professoressa Tatiana Ruggieri, Storica dell’Arte- è propugnatore di un’arte totale, veloce, irriverente, esplosiva, che corre incontro al futuro appunto. Così come anche il nostro Istituto è pronto a fare.
Il vortice e la simultaneità del movimento riproposta sulla tele di Boccioni crea una vertigine per chi guarda e una forza di propulsione per tutti gli ambiti della creatività umana che da quel momento non sarà più la stessa. Sulla scorta della velocità dei mezzi di trasporto come il treno o l’aereoplano, o della luce elettrica, che ormai illumina anche le notti più buie, viene rivoluzionata la vita dei giovani. Tutto deve essere colorato, sorprendente e assolutamente inafferrabile. Balla studia il movimento come una nuova frontiera di rottura con la bidimensionalità; Marinetti, il suo fondatore, vuole sostituire tutto ciò che è polveroso e stantio, insomma vecchio, con la modernità che deve immedesimarsi con la nuova vita appunto giovane, veloce, notturna, assolutamente affascinante e dissacrante. Niente come questo movimento artistico pone le basi per la contemporaneità e a distanza di più di cento anni troviamo ancora valide alcune geniali intuizioni che lo hanno reso famoso nel mondo, perché a dispetto della sua parabola durata solo un paio di decenni, il futurismo è stato raccolto da altri movimenti artistici all’estero come ad esempio l’astrattismo e il raggismo russo.
La nouvelle cuisine ha preso spunto dalle forme innovative della cucina futurista anch’essa dotata di manifesto programmatico, e ha fatto suoi alcuni propositi di innovazione; Giacomo Balla disegnerà tessuti ed arredi, mentre certi famosi aperitivi sono entrati nella storia del design grazie alla collaborazione con artisti come Depero che, come ancora oggi accade, curò la comunicazione dell’azienda produttrice rendendolo inimitabile attraverso la celeberrima bottiglietta. Quest’ultima, grazie alla forma di cono rovesciato, alla sua trasparenza, da cui cogliamo il rosso brillante della bibita, la sua freschezza e la frizzantezza al palato, grazie alla sua texture che ricorda la buccia dell’arancia, immancabile garnish, ci restituisce immediatamente anche al tatto il piacere del momento conviviale. Questo voleva il futurismo che tutti sensi fossero coinvolti nell’esperienza.
Sono consuetudini che ormai fanno parte nella nostra quotidianità ma assolutamente inimmaginabili prima del futurismo.ntro al futuro appunto. Così come anche il nostro Istituto è pronto a fare.
Il vortice e la simultaneità del movimento riproposta sulla tele di Boccioni crea una vertigine per chi guarda e una forza di propulsione per tutti gli ambiti della creatività umana che da quel momento non sarà più la stessa. Sulla scorta della velocità dei mezzi di trasporto come il treno o l’aereoplano, o della luce elettrica, che ormai illumina anche le notti più buie, viene rivoluzionata la vita dei giovani. Tutto deve essere colorato, sorprendente e assolutamente inafferrabile. Balla studia il movimento come una nuova frontiera di rottura con la bidimensionalità; Marinetti, il suo fondatore, vuole sostituire tutto ciò che è polveroso e stantio, insomma vecchio, con la modernità che deve immedesimarsi con la nuova vita appunto giovane, veloce, notturna, assolutamente affascinante e dissacrante. Niente come questo movimento artistico pone le basi per la contemporaneità e a distanza di più di cento anni troviamo ancora valide alcune geniali intuizioni che lo hanno reso famoso nel mondo, perché a dispetto della sua parabola durata solo un paio di decenni, il futurismo è stato raccolto da altri movimenti artistici all’estero come ad esempio l’astrattismo e il raggismo russo.
La nouvelle cuisine ha preso spunto dalle forme innovative della cucina futurista anch’essa dotata di manifesto programmatico, e ha fatto suoi alcuni propositi di innovazione; Giacomo Balla disegnerà tessuti ed arredi, mentre certi famosi aperitivi sono entrati nella storia del design grazie alla collaborazione con artisti come Depero che, come ancora oggi accade, curò la comunicazione dell’azienda produttrice rendendolo inimitabile attraverso la celeberrima bottiglietta. Quest’ultima, grazie alla forma di cono rovesciato, alla sua trasparenza, da cui cogliamo il rosso brillante della bibita, la sua freschezza e la frizzantezza al palato, grazie alla sua texture che ricorda la buccia dell’arancia, immancabile garnish, ci restituisce immediatamente anche al tatto il piacere del momento conviviale. Qiesto voleva il futurismo che tutti i sensi fossero coinvolti nell’esperienza.
Sono consuetudini che ormai fanno parte nella nostra quotidianità ma assolutamente inimmaginabili prima del futurismo.
Emanuela Valentini Albanelli