L’istituto Alberghiero “Giancarlo de Carolis” di Spoleto: Un universo di opportunità per tutti

Guidare, innovare, costruire: sette anni di dirigenza raccontati da Roberta Galassi. Il bilancio tracciato con gli studenti del Corso di giornalismo Tobagi

Ho avuto tante volte modo di dire come, prima di arrivare in questa splendida scuola, dall’esterno e senza conoscerla davvero fino in fondo, ne ammirassi l’imponenza e la complessità.

Appena arrivata qui, ho subito sperimentato la capacità di questa scuola di accogliere ed esprimere vicinanza: la capacità di sentirsi, e di esprimersi, come una comunità educativa in cui nessuno è mai lasciato solo, nei successi come nei momenti più complessi.

Oggi, da anni in servizio al “De Carolis”, posso dire che questo Istituto è davvero un universo di opportunità, all’interno delle quali ciascuno può trovare la sua strada:

  • chi vuole proseguire nelle professioni del settore troverà attività di laboratorio che si esprimono con floridezza e magnificenza fin dal primo anno di corso, proseguendo nei cinque anni arricchite da eventi, partecipazione a manifestazioni esterne, esercitazioni speciali; senza dimenticare le esperienze di Formazione Scuola Lavoro che, dal III anno, portano gli Studenti e le Studentesse in strutture a 4 o 5 stelle, in Italia e all’estero; frequentare questo Istituto significa avere la possibilità di compiere esperienze che si collocano al livello delle scuole di specializzazione di eccellenza (e lo dico con cognizione di causa, ce lo dicono, anzi, i nostri Studenti e Studentesse, che frequentano con padronanza Accademie di rilievo internazionale, pronti e già preparati, avvezzi all’approccio specialistico); e certo, poter lavorare in laboratori rinnovati con quasi 800 mila euro, contribuisce a fare la differenza!
  • chi si dirige verso una formazione universitaria sa di poter contare su una preparazione solida, in specie nei settori delle Scienze dell’Alimentazione, dell’Economia, dei settori Umanistici, grazie non soltanto all’impianto curricolare dell’Istituto, ma anche grazie ad esperienze quali le Olimpiadi di Italiano, le Olimpiadi dell’Economia, i Giochi Logici, le attività condotte in sinergia con i Musei o con gli Archivi;
  • chi si pensa proiettato in orizzonti internazionali trova nell’Istituto una scelta ricchissima di mobilità all’estero fin dal III anno, con le esperienze Erasmus+ o la Formazione Scuola Lavoro all’estero, corsi di lingua (Inglese e Francese o Inglese e Tedesco) arricchite da attività pomeridiane ampie e sistematiche, o la possibilità di giungere alle certificazioni, in collaborazione con Enti accreditati quali DELF, Goethe Institut, Cambridge…

Potrei proseguire, ricordare le numerose attività sportive, i progetti speciali quali il “Ground & Cabin Crew”, ma elencare le opportunità sarebbe davvero troppo lungo: non posso però non ricordare la possibilità formative ed educative offerte dall’unicum che è il Convitto, o anche dal semi-Convitto, opportunità specificamente pensata per offrire non soltanto la mensa ma anche un “aiuto-studio” pomeridiano svolto dal Personale educativo e da Docenti o esperti esterni.

Posso dire, in generale, alla luce di un’esperienza concreta ormai abbastanza lunga, che in questo Istituto la prospettiva del “progetto di vita” di ciascuno Studente e di ciascuna Studentessa è realtà consolidata, intorno alla quale si predispongono i numerosi strumenti della personalizzazione del processo di apprendimento.

Concludo con il che le numerose opportunità di cui parlavo non si dispongono su un piano di casualità e non sono disparate, ma sono profondamente unite dal comune e costante riferimento a un Profilo Educativo, Culturale e Professionale unitario, modellato su un’idea di socialità e civiltà profonda, in cui il rispetto, il senso critico, la capacità di riconoscimento e di accoglienza dell’altro, la capacità di cittadinanza attiva e consapevole costituiscono non soltanto il traguardo a cui mirare, ma la dimensione da sperimentare ogni giorno nel suo progressivo costruirsi, ciò che rende questo Istituto così appassionante da vivere.

Articolo a cura degli studenti del corso Tobagi.